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Necessari Statistici

I mediatori

  1. Elenco mediatori iscritti allo Sportello Unico di Conciliazione

    Secondo il decreto Ministeriale n. 180 del 18 ottobre 2010, il mediatore ha l’incarico di dirimere le controversie scaturite tra due parti, senza però terminare la causa in Tribunale.

    Quali sono i requisiti per accedere alla nuova professione?

    Secondo l’art. 4 D.M. 180/2010, i mediatori civili devono possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale oppure, in alternativa, devono essere iscritti a un ordine o collegio professionale. La laurea richiesta non è solo quella in discipline giuridico o economiche, ma può essere in qualsiasi ambito del sapere.  

    Per fare il mediatore civile è necessario inoltre  aver frequentato un corso di formazione della durata di 50 ore e  partecipare  ad un corso specifico di aggiornamento di 18 ore almeno biennale, acquisiti presso gli enti di formazione in base all’articolo 18 dello stesso decreto.

    Devono possedere i seguenti requisiti di onorabilità:

    • non avere riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva non sospesa;
    • non essere incorso nell’interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici;
    • non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza;
    • non avere riportato sanzioni disciplinari diverse dall’avvertimento.

     

    Quali competenze sono necessarie per svolgere al meglio la “mediazione civile”?

     Fondamentale è saper comunicare, relazionandosi in modo efficace con le parti cercando di sviluppare capacità di ascolto e empatia. La mediazione presuppone come elemento principale la capacità di prendere tempo per riflettere senza avere fretta di arrivare a una soluzione. E’ importante ascoltare le parti e comprendere i loro tempi per raggiungere un accordo e riflettere sulle diverse strade percorribili. È indispensabile saper valorizzare le parti con l’ascolto: esprimendo il proprio punto di vista, proponendolo senza imporlo, allo stesso tempo ascoltando le motivazioni degli altri, imparando a gestire il dissenso tra le stesse.

     

    Per esercitare la professione di conciliatore bisogna iscriversi all’albo di un ente di conciliazione, per essere così designato a risolvere controversie mediante il procedimento di conciliazione.

    Gli enti che costituiscono organismi di conciliazione sono diversi, ma i più diffusi sono le banche, associazioni di consumatori, Camere di Commercio, imprese di Telecomunicazione.